Massimiliano Salfi
Sono uno psicologo , sto studiando per diventare Psicoterapeuta a orientamento cognitivo-comportamentale e un formatore esperto in ambito organizzativo.
La mia missione è aiutare persone e organizzazioni a realizzarsi e vivere una vita piena di significato, unendo il rigore scientifico alla forza delle idee.
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Era l’estate dopo l’ultimo anno di scuola superiore ed ero andato a messa con mio padre, nella parrocchia di San Vito, a Taranto, vicino casa mia. Avevo 18 anni e dovevo scegliere “cosa fare”, quale università frequentare o quale lavoro svolgere.
A quel punto della Celebrazione era arrivato il momento dell'Eucarestia. Cominciai a osservare incuriosito le persone che si alzavano dalla panca e si adagiavano dietro chi li precedeva. Fra queste persone c'era lei, Silvia.
Silvia aveva circa 16 anni, un po’ più bassa di me, con gli occhi leggermente a mandorla, bruna con i capelli corti. Portava gli occhiali, tondi con una montatura leggerissima color argento, quasi invisibile.
Alternava: un momento prima aveva le braccia conserte e quello dopo le mani in tasca. Poi ancora le faceva scorrere lungo i fianchi e subito dopo le incrociava come in segno di preghiera, all'altezza del bacino. Ha continuato così lungo tutto il tragitto che l'ha portata dall'inizio della fila, fino al Sacerdote.
A quel punto pone le braccia dritte lungo i fianchi, apre la bocca e il prete le consegna la Comunione. Lei richiude la bocca, si gira sbrigativamente lasciando le spalle al prete e comincia a camminare per tornare al suo posto.
Ed è a questo punto che avviene qualcosa di interessante.
La Chiesa di San Vito è davvero molto piccola: ha solo 4 file di banchi, separati nel mezzo da una piccola navata centrale, quasi un "corridoio". Le due file laterali di ciascuna metà, sono poi suddivise da un piccolo passaggio, utile appena a permettere ad una carrozzina di transitare senza urtare e scheggiare il legno della seduta.
In quel preciso momento, il passaggio centrale era sovraffollato di fedeli che, rilassati ma presenti, occupavano tutto lo spazio possibile; e proprio per questo motivo, almeno questa era la mia considerazione, tutti loro, una volta ottenuto il Sacramento, tornavano al loro posto scegliendo il passaggio più libero, quello laterale.
Silvia invece no; Silvia fa un'altra cosa: torna dalla navata centrale, ripercorre il corridoio su cui ancora insistevano tutti i fedeli in coda.
Questo passaggio ha rotto gli equilibri: le persone dovevano spostarsi dal loro percorso, fare spazio, urtare le altre persone accanto, nel piccolo corridoio messo a disposizione dalla Chiesa.
Allora cominciai a chiedermi perchè? Perchè Silvia ha deciso di percorrere la strada più difficile, quella che avrebbe ed ha messo in difficoltà se stessa e gli altri? Perchè non ha pensato di percorrere quel, seppur piccolo ma presente, corridoietto laterale? Perchè non ha imitato gli altri che facevano così?
Forse perchè c'era qualcosa su quel tragitto che la intimoriva? Che non voleva incontrare? Forse perchè Silvia ha la sindrome di down? Forse perchè ha valutato che, seppur più difficoltoso, il percorso era più breve e, quindi, le conveniva?
Da quel giorno in Chiesa sono passati più di 18 anni ma, oggi come allora, sono spinto dalla stessa curiosità di scoprire il perchè delle nostre scelte, degli schemi che sottendono i nostri comportamenti e che ci fanno essere ciò che siamo.
Ma, oggi più di allora, il mio obiettivo è aiutare le persone a rispondere alle proprie domande, per trovare le risposte che le aiutino a risolvere problemi personali e relazionali o, più semplicemente, per essere più felici.
La mia storia professionale
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Nasco come figlio d’arte, seguendo le orme di mio padre, Psicologo Psicoterapeuta. Nel 2011, fresco di Laurea Triennale, grazie a lui e all’associazione ISAC Pro, faccio la mia prima esperienza come formatore in una Scuola Primaria di Messina. Da li non mi sono più fermato: nei 6 anni successivi ho proseguito sulla strada della formazione rivolta a studenti, insegnanti e genitori su tutto il territorio nazionale, concentrandomi in particolare sui temi dell’educazione digitale, dello sviluppo delle competenze relazionali e della promozione dei comportamenti prosociali.
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A cavallo fra il 2012 e il 2013 rientro nella mia città Natale, Taranto, dopo la Laurea Magistrale conseguita a Chieti.
Qui, insieme a un gruppo di colleghe (e Amiche), abbiamo costituito il Centro Mediterraneo, un punto d’eccellenza sul territorio per la promozione e lo sviluppo della vita indipendente di persone con disabilità intellettiva. L’idea è resa possibile grazie al programma di Politiche Giovanili denominato proprio Bollenti Spiriti, ideato dal Politico visionario Guglielmo Minervini.
Qui ho imparato cosa significa “Lavorare”, avere un’attività propria, investire, rischiare e metterci la faccia; e sempre qui ho avuto la possibilità di sperimentarmi come Psicologo Clinico, Project Manager, coordinatore e amministratore della società. Non a caso, nel 2016 vinco una borsa di studio della BNL grazie alla quale ho l’opportunità di frequentare il Master in Management delle Imprese Sociali dell’Università Cattolica, a Milano.
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Nel 2015 ricevo la proposta di prendere parte al gruppo di Formatori del Progetto Policoro, un’iniziativa finanziata dalla CEI attraverso la quale giovani delle Comunità in tutta Italia venivano ingaggiati per 3 anni affinché promuovessero iniziative e attivassero processi per diffondere cultura ed esempi di lavoro orientato al bene comune.
Nei 7 anni di vita del gruppo ho lavorato come formatore, docente e progettista di formazioni in presenza e online, sui temi dello sviluppo di comunità, costruzione dell’identità personale e sviluppo di competenze relazionali e di collaborazione.
Grazie alle tante persone con cui ho avuto la fortuna di lavorare sono maturato tantissimo, ho avuto la possibilità di cogliere punti di vista anche molto diversi dai miei e di fare squadra all’interno di un team semplicemente bellissimo.
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Nel 2017 arrivo a Roma per lavorare come progettista nella cooperativa Auxilium ma è nel 2019 che avviene una vera e propria svolta: la Croce Rossa Italiana mi vuole con sé per creare una Centrale di Risposta Nazionale che diventasse il punto di riferimento a livello nazionale dei servizi socio sanitari svolti dalla più grande Organizzazione di Volontariato.
Grazie a Laura ed Eleonora, e ai tanti colleghi degli altri uffici, abbiamo progettato e “tirato su” una Centrale Operativa H24 7/7 che rispondeva a un numero verde (oggi numero di pubblica utilità 1520). Oltre ad aver selezionato, formato e coordinato per 6 mesi i primi 12 operatori, ho avuto la fortuna di fare un’esperienza di lavoro in team a dir poco pazzesca.
Dopo che i piani dell’Associazione sono cambiati e il nostro team sciolto, ho curato la standardizzazione dei processi formativi del programma di Servizio Civile Universale, grazie al quale ho avuto l’occasione di lavorare a stretto contatto con i Volontari dell’Associazione, da nord a sud.
Nel 2022, avendo acquisito credibilità all’interno dell’Associazione e una consolidata capacità di empowerment e gestione delle relazioni, autonomia operativa e una spiccata capacità di lettura delle dinamiche organizzative, la struttura a riporto del Segretario Generale che si occupa di sviluppo organizzativo mi ha chiesto di prendere parte al team che si stava costituendo.
Da quell’anno continuo ad occuparmi di progetti di sviluppo organizzativo rivolti alla struttura di staff dell’Associazione.
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Dal 2024, dopo un breve periodo di stop, ho ripreso a pieno titolo ad occuparmi di formazione.
Con l’Associazione Famiglie Nuove ho curato un percorso di formazione ed educazione alla sessualità ed affettività rivolto a 12 ragazzi dagli 11 ai 13 anni.
Sempre con loro ho portato avanti un percorso di formazione rivolto a giovani coppie su comunicazione, libertà individuali e gestione dei conflitti.
Nello stesso anno ho avviato una collaborazione con l’Associazione IDEA, una delle organizzazioni più rappresentative delle Assistenti degli Studi Odontoiatrici, per le proprie iniziative di formazione che riguardano migliaia di associate in tutta Italia sui temi della conformità comportamentale e lo sviluppo delle competenze relazionali, utili a tutto il team odontoiatrico.
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Nel 2025 ho deciso di riprendere la pratica Clinica nello studio di viale Etiopia 18, a Roma.
Dopo oltre 10 anni di esperienze lavorativa in contesti anche molto diversi fra di loro, ho capito quanto questa fosse la mia strada, la mia scelta, il mio perchè: diventare un professionista della salute mentale per aiutare le persone a essere felici, realizzate e vivere una vita piena di significato.
Per realizzare questo obiettivo, a gennaio 2026 sono tornato fra i “banchi di scuola” iscrivendomi alla Scuola di Specializzazione in Psicoterapia per diventare uno Psicoterapeuta cognitivo comportamentale.